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Assicurazioniautocarri.com » Vantaggi e svantaggi dell’assicurazione autocarro a chilometraggio

Indice dei Contenuti

L’assicurazione per autocarro a chilometraggio è un tipo di assicurazione molto particolare ed ancora poco diffuso per questo tipo di veicoli. Molto più comune per quanto riguarda le autovetture, essa consente di pagare un premio assicurativo ridotto a fronte di un chilometraggio annuo che deve mantenersi entro una soglia predeterminata al momento della stipula del contratto di assicurazione. Gli eventuali chilometri percorsi oltre questa soglia devono essere pagati con una tariffa assicurativa aggiuntiva proporzionale ai chilometri in eccesso effettivamente percorsi.

Le assicurazioni autocarro a chilometraggio, dette anche a consumo , sono molto vantaggiose per i mezzi che vengono utilizzati solo saltuariamente e per ridotte percorrenze chilometriche. Può accadere infatti che per un’attività lavorativa si sia in possesso di autocarri con portate particolari o caratteristiche che li rendono adatti solo ad alcune tipologie di lavoro e che quindi rimangono fermi in deposito per lungo periodo.

ANSA ULTIM'ORA

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maggio 21st, 2018 | by redazione
Bar Italia

Lorenzo Tamaro, segretario provinciale Sap

Attimi di terrore lo scorso 19 maggio a Trieste. All’uscita dell’imbocco di via Baiamonti, due pattuglie della polizia slovena si sono gettate all’inseguimento di un’automobile con sei fuggitivi, nello stesso momento alcune pattuglie italiane sopraggiungevano nello stesso luogo dal centro città. Un caos che si è concluso con un incidente automobilistico. Tre feriti italiani (di cui una donna al volante dell’auto centrata dai fuggitivi) e uno straniero il bilancio finale, ma ciò che ha colpito maggiormente i passanti e gli altri automobilisti sono state le scene da far west seguenti che hanno visto protagonista la polizia slovena impegnata con armi alla mano ad arrestare i fuggitivi, sei kosovari sprovvisti di documenti (ad eccezione dello straniero alla guida della Peugeot grigia con targa francese del dipartimento d’Isere ed un permesso di soggiorno rilasciato a Parigi, ma privo comunque di patente). I sei fuggitivi erano entrati in Italia dopo aver forzato un posto di blocco al confine con la Slovenia. Mentre iniziava l’inseguimento in Italia, secondo accordi ormai in vigore da anni, gli sloveni hanno avvertito sia il centro coordinamento tri nazionale italo-austro-sloveno nel Tarvisiano, che la questura di Trieste. Non si tratta dunque di violazione di confini, quella effettuata ieri dalla polizia slovena, quanto avvenuto è infatti previsto dall’accordo tra Italia e Slovenia sulla cooperazione transfrontaliera di polizia firmato a Lubiana il 27 agosto del 2007, rettificato dal Parlamento italiano e promulgato dal Presidente della Repubblica il 7 aprile del 2011. Al fine dell’accordo sono considerate zone di frontiera per l’Italia i territori di competenza delle province di Trieste, Gorizia e Udine, per la Slovenia le zone di competenza delle direzioni di polizia di Capodistria, Nova Gorica e Kranj. A completare la normativa oggi in vigore, si sta lavorando, come preannunciato nei giorni scorsi dal questore di Trieste Isabella Fusiello, ad un gruppo di interforze trilaterali tra Italia, Slovenia e Croazia, specializzato proprio al perseguimento del reato di traffico di esseri umani. L’accordo di Lubiana ha dato il via, tra l’altro, alle cosiddette pattuglie miste tra le polizie di Italia e Slovenia e alla possibilità di effettuare inseguimenti oltre confine sia della polizia slovena in Italia che di quella italiana in Slovenia. L’inseguimento è anche permesso quando la persona si sottrae al controllo della polizia entro 30 chilometri dal confine di Stato e non ha rispettato i segnali di alt con la conseguenza che potrebbe minacciare la sicurezza pubblica. In quel caso l’inseguimento può essere fatto senza limitazioni di spazio e di tempo e, se non viene avanzata la richiesta di interruzione dell’inseguimento, gli agenti che effettuano l’inseguimento devono trattenere il fuggitivo in conformità con la legge del territorio in cui stanno operando, finché le forze dell’ordine del territorio competente non provvedano a notificare l’arresto. L’inseguimento è consentito attraverso i confini terrestri, aerei e marittimi, ma gli agenti non possono entrare nelle abitazioni, o in luoghi pubblici non accessibili. Non solo, gli agenti devono essere riconoscibili e se utilizzano automobili civili, queste devono avere apparecchiature di segnalazione. Gli agenti possono tenere con sé l’arma in dotazione, ma possono usarla solo per legittima difesa, possono perquisire e ammanettare l’arrestato. “Per fortuna anche questa volta è finita bene, – il commento di Lorenzo Tamaro segretario provinciale del Sap – poteva non finire così. Complimenti alla polizia slovena che ha comunque “sconfinato” come previsto dagli accordi. Più volte il SAP in questi anni però nelle sedi istituzionali ha chiesto maggiori approfondimenti sulle modalità di intervento in queste situazioni, temiamo infatti che nel caso le cose dovessero andare male, gli operatori di polizia potrebbero non avere le opportune tutele. – aggiunge – Da anni chiediamo chiarezza in tal senso e anche questo è stato uno degli argomenti toccati dal SAP nell’incontro di qualche giorno fa con il Presidentedella commissione parlamentare slovena sui servizi segreti Grims. Oggi è evidente che si stia lavorando per migliorare gli accordi, a riprova che le nostre perplessità erano e sono più che fondate. C’è un buon rapporto di collaborazione con la polizia slovena, ma per tutelare i poliziotti da possibili ” dispiaceri” giudiziari servono protocolli precisi e formazione ad hoc. Non vorremmo mai che da una buona azione di polizia si passasse per l’ennesima volta ad inquisire sull’operato degli agenti”.

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La Voce della FAI CISL

Pubblicato

3 giorni fa

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Redazione Trento

«La vera emergenza resta il calo drastico delle giornate di lavori per gli occupati nella raccolta e soprattutto per gli addetti fissi e stagionali dei Consorzi Frutta»

Ad affermarlo è il segretario della Fai Cisl Trentino Fulvio Bastiani dopo le gradinate che ieri sera in val di Non hanno devastato circa 250 ettari di frutteti.

Fai Cisl Trentino Fulvio Bastiani

«Ogni anno eventi atmosferici sempre più estremi penalizzano non solo i produttori, – aggiunge Bastiani – ma mettono a rischio centinaia di posti di lavoro tra gli occupati nei consorzi ortofrutticoli del Trentino e ne compromettono pesantemente il reddito.L’anno scorso la gelata, quest’anno grandinate di inaudita intensità».

aggiunge Bastiani
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L’auspicio da parte del segretario è che non si verifichino altri episodi da qui alla fine della raccolta ma, visto il clima impazzito, c’è la consapevolezza che si possa trattare purtroppo di una speranza vana.

clima impazzito,

«Molto si è fatto con il potenziamento dell’Ente Bilaterale di settore grazie alle risorse stanziate dalla Provincia ( anche in occasione dell’Assestamento di Bilancio ) ma è evidente che i cambiamenti climatici impongono una riflessione profonda, che analizzi vari aspetti.Si potrebbe cominciare, – conclude Bastiani – coinvolgendo l’Inps di Trento, a cercare di accorciare sensibilmente i tempi di erogazione dell’indennità di disoccupazione agricola, indispensabile sostegno per questi lavoratori già pesantemente penalizzati dalla riduzione del loro reddito.Come sempre la Fai Cisl, con la responsabile di settore Katia Negri, è a disposizione dei propri associati e più in generale di tutti gli addetti del settore per tutte le informazioni del caso».

conclude Bastiani –
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Bertagni 1882 avvia la produzione: da Avio i primi tortellini

Pubblicato

4 settimane fa

-

20 giugno 2018

By

Redazione Trento

È stato sottoscritto nella tarda serata di martedì 19 giugnoil rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori agricoli eflorovivaisti , scaduto il 31 dicembre scorso, che interessacirca un milione di lavoratori.

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